
iL bUGIARDo dEi sOGNi
Henry si alzava.
Di mattino verso le 7.18.
Diceva che senza quei tre minuti di sonno in più sarebbe rimasto privo di serenità e che il vuoto della rabbia gli avrebbe fatto rimanere le ciglia appiccicate agli occhi. Per tutta l’intera giornata, senza quei tre minuti, il buio avrebbe fatto compagnia alle caccole dei suoi bulbi oculari. 60 secondi per 3 valevano 180 secondi. Calcolando il tempo in denaro Henry ogni mattina investiva nel proprio sonno circa 180 lire, ora già euroconvertite in 0,09.
Grazie a quei tre minuti metteva ordine. Anche nei suoi sogni. La sua era economia di pensiero.
Ma la sua memoria faticava a ricordare i sogni, era priva del circuito di Papez (n.d.r. Papez: automobilista sudamericano che per primo ha percorso l’autostrada del cervello, la leggenda narra che ogni tanto telegrafi da quei luoghi dispersi, dai quali non ha ancora fatto ritorno).
Henry rammentava più facilmente i sogni degli altri. Ogni tanto li spacciava per suoi.
Henry in realtà non sognava.
Mai.
Li inventava per riempire le pause caffè.
Mary una volta trasformò il suo caffè in un soluto. Continuò a versare cucchiaini di zucchero. Alla fine mangiò caffè. Si era distratta, rapita dalle parole di Henry.
Era così bravo a raccontare. Forse era per la barba che incorniciava il suo viso. Le parole rimanevano di più nell’aria. I peli sul suo volto indirizzavano in ogni direzione vocali e consonanti che ti rimbalzavano addosso e formavano discorsi. Ridondando tornavano tutti al lavoro… ma con un sogno in più, quello che Henry aveva detto di aver fatto durante la notte.
Bugie.
7.21. Henry era ancora a letto.
3 minuti in più del solito.
Qualcosa non andava.
Una falla nel sistema.
Questa volta Henry aveva sognato.
Davvero.
Si sentiva più leggero.
Mai più bugie.
Solo sogni.
Veri.
Wow.
Andò in ufficio.
Non era più solo un semplice giornalista.
Andò sul tetto.
Aveva sognato.
Wow.
Era più leggero.
Aveva sognato.
Era Superman
n
n
n
nnnnn… lo trovarono di sotto.
Era Henry.
Diciassette piani al suono di
"... annnnnn"
Aveva sognato.
Era più leggero.
Ora solo VITA, VERA.
…splat.
(Thanks S.)
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