Antefatto: smarrito l'originale di un documento nautico.
Postfatto: che si fa?
Phase one, le telefonate:
Le prime indicazioni giungono dalla capitaneria di porto alle 2 e mezza del pomeriggio:
- "Adesso e' chiuso, chiami domani tra le 9 e le 12".
(Dev' essere uno di quei lavori che chiamano usuranti)
Chiamo domani.
Seconde indicazioni:
- "Deve richiedere un duplicato, quindi deve fare denuncia di smarrimento a carabinieri o polizia, poi deve versare 25 E, ci deve mandare tutto accludendo una busta preaffrancata per la spedizione di ritorno".
(Ma dopo il dovere verra' il piacere?)
Chiedo: - "Quanto ci vorra'?"
Risposta: - "Venti giorni"
(Meritata, cosi' imparo a far domande)
Phase two, gli incontri:
1. Caserma dei carabinieri.
- "Desidera?"
- "Dovrei fare denuncia di smarrimento blablabla"
- "Non serve, basta un' autocertificazione"
- "Mi hanno espressamente chiesto la denuncia per il nuovo rilascio"
- "Non sanno niente quelli la' "
- "........"
- "Vabbe' ormai e' qui, gliela faccio"
(L' umanita' e' una grande qualita')
2. Ufficio postale (il dono degli uffici postali e' che i commenti sono superflui).
- "Dovrei fare 2 raccomandate"
- "Normale o raccomandata 1?"
- "Che differenza c'e'?"
- "Una costa 4 euro, l' altra 6"
- ".........intendevo in termini di tempo"
- "Ah! Allora una impiega un giorno e l' altra due o tre. Uhmmm, siccome c'e' il finesettimana in mezzo arriverebbero lo stesso giorno"
(Qui va il commento superfluo)
Ma, a parte tutto, un dubbio mi e' rimasto.
Per quale motivo un ufficio postale deve vendere misuratori di pressione?
L' avvocato di me stesso non era sufficiente?